Kate Hudson - The Skeleton Key
Special Shoot & International Key Set
Speciale cinemotore - Foto di set by Imagenet
The Skeleton Key: Nessuno uscirà vivo da qui...
Di Marco Spagnoli
Scritto da Ehren Kruger, lo stesso sceneggiatore dei due Ring, ma anche di thriller dal finale sorprendente come Arlington Road e Impostor nonché del prossimo I fratelli Grimm di Terry Gilliam, The Skeleton Key offre allo spettatore piani di lettura differenti. Da un lato c'è il thriller puro dalle venature horror con la storia della ragazza sola che si trova dinanzi ad eventi inquietanti. Dall'altro, invece, c'è il viaggio all'interno della cultura vodoo in una New Orleans sexy e misteriosa.
Suggestioni differenti che il regista Iain Softley (KPAX) sembra riuscire a cogliere alla perfezione dando vita ad un film di genere che, però, alla fine sembra lasciare qualcosa di più dei 'consueti' horror orientali.
Non perché la cultura degli Stati Uniti sia più vicina alla nostra sensibilità. Anzi. In certi momenti è, forse, perfino difficile raccapezzarsi tra rituali creoli e superstizioni cajun. Piuttosto perché il film gioca con leve emotive differenti che partendo dal paradigma della ragazza sola in pellicola, flirtano pericolosamente con forme di violenza psicologica dalla natura profonda e inquietante, perché radicate in qualcosa di arcaico e misterioso.
The Skeleton Key sembra fare leva su qualcosa di più profondo e personale, dei vari sbudellamenti dei film horror che siamo abituati a vedere di solito. La paura che questa pellicola è in grado di esprimere si fonda su un elemento vagamente impalpabile, ma al tempo stesso estremamente forte che accomuna i film della tensione che più decisamente si sono radicati nel nostro immaginario collettivo. Come L'esorcista e Rosemary's Baby, anche The Skeleton Key prende le mosse da una realtà normale se non - addirittura - banale: una giovane studentessa che per mantenersi è costretta a fare la badante di una coppia d'anziani in cui il marito ha avuto un ictus che lo ha praticamente privato della parola. La casa isolata dove abitano marito e moglie sembra serbare un segreto che - un giorno - viene rivelato alla ragazza: ottanta anni prima una coppia di schiavi di colore era stata assassinata per avere provato a fare un rituale vodoo sui figli della famiglia che abitava lì. Per questo motivo erano stati tolti tutti gli specchi dalle pareti. Per evitare che vi si potessero riflettere i fantasmi che infestavano la dimora.
Lacerato tra superstizione e scetticismo, tra la cultura di una città come New Orleans e il razionalismo tipico della costa orientale degli Usa, The Skeleton Key sorprende lo spettatore per motivi diversi: da un lato Kate Hudson offre un'interpretazione sexy e matura, dall'altro - ovviamente - nulla è come sembra fino ad arrivare ad un finale a sorpresa in grado di riscattare qualsiasi possibile cliché si veda nel film.
Veloce, travolgente e tutt'altro che truculento o scontato, la forza della produzione sta oltre nelle atmosfere della narrazione anche nelle varie interpretazioni degli attori: da Gena Rowlands a John Hurt fino ad arrivare al giovane, ma sempre più interessante Peter Sarsgaard in grado di mantenere fino all'ultimo una grande ambiguità.
Una normalità che progressivamente, quanto inesorabilmente sembra prendere una piega tutt'altro che consolatoria e che - alla fine - viene stravolta da un finale più duro e spietato di quanto possa sembra di primo acchito, a causa di tutte le implicazioni che porta con sé. Un film da vedere, perché intenso e al tempo stesso - nel suo genere - piacevolmente divertente e terrorizzante.
Curiosità della conferenza stampa con Kate Hudson by Marta Lari
Una chiave (Key) per dimenticare tutte le tue paure, una striscia di
polvere di mattoni per tenere lontani i nemici.....
Hotel De Russie, location della conferenza stampa del film "The Skeleton Key"
La conferenza è stata preceduta da un lungo pranzo con una
scenografia molto inquietante realizzata dall'efficente ufficio stampa
della Uip Italia formato da Cristina Casati,Marina Caprioli e Riccardo
Tinnirello.
Un pranzo che ricorda una delle scene horror del film, ma la fila al
buffet per una volta è stata sostituita dalla fila per farsi leggere i
tarocchi mentre un'altra comparsa in costume regalava le chiavi gadget
per allontanare i nemici, la chiave che nel film serve ad aprire
tutte le porte della casa "stregata"
Tra specchi e candele i giornalisti hanno pranzato (il pranzo è
sempre un buon motivo per esserci, ci dice una persona al nostro
tavolo) serviti dallo staff dell'albergo che ha ospitato tantissimi
divi, tra gli ultimi Clooney per Ocean's Tweelve.
Finito il pranzo Marina, dell'ufficio stampa della Uip ha richiamato
alcuni gironalisti rimasti in fila per farsi leggere i tarocchi :
"tranquilli la cartomante rimarrà per voi anche dopo la conferenza"
Ci avviciniamo alla sala della conferenza non prima di aver
attraversato la striscia di polvere (di mattoni!!) disposta per terra
per tenere fuori i nemici....
Al centro della sala tre poltrone, due già occupate dalla traduttrice
e dal moderatore Marco Spagnoli ("non sono riuscito a vedere il film
fino alla fine per la paura"- segnala), in attesa della protagonista,
che arriva come una star dal fondo, nessuno sa come sia fatta dal vivo
arriva vestita stile "spice girl" con uno dei centinania dei vestiti
scelti per il tour Europeo
Ci segnalano che per il suo tour abbia portato dieci casse di vestiti
(naturalmente dello sponsor che la veste).
Poco conosciuta in Italia, è la figlia di Goldie Hawn, ha
ripetutamente litigato con il vero padre Bill Hudson che pare non
abbia neanche invitato al suo matrimonio, dove invece era presente il
patrigno che tutti invece conoscono : Kurt Russel, che lei cita
durante la conferenza stampa ribadendo "mio padre mi ha sempre
educato..."
E' così gelosa che pare sia stato stipulato con il marito un
particolare contratto prematrimoniale : la coppia si lascerà se ci
saranno tradimenti da una delle due parti
Un suo film da recuperare? Sicuramente "Almost Famous" dove Kate
Hudson intepreta una strepitosa e convincente groupie di una band
rock. Per quel ruolo è stata canditata al Premio Oscar ed ha vinto un
Golden Globe
L'avete anche vista nei film : Dottor T e le donne, Le Quattro piume,
Quando meno te lo aspetti, Come farsi lasciare in 10 giorni...
Da adnkronos/cinematografo.it
Kate Hudson cede al fascino del genere horror
"Skeleton Key", la nuova performance della 'romantica' Hudson
"Più dei film dell'orrore mi piacciono i thriller perché parlano di
paure reali, quelle con le quali dobbiamo fare i conti
quotidianamente''
- Dice di adorare le commedie romantiche, ma in tempi di magra come
quelli che sta attraversando Hollywood, in
cui scarseggiano buone sceneggiature e ruoli interessanti per le
donne, anche Kate Hudson ha scelto di seguire l'esempio delle colleghe
Nicole Kidman e Naomi Watts. E' lei la protagonista di ''Skeleton
Key'', il film che uscirà nelle sale italiane il 9 settembre in 250
copie distribuito dalla Uip.
Diretto da Iain Softley e sceneggiato dallo stesso autore di ''The
Ring'', Ehren Kruger, il film è interpretato oltre che dalla Hudson da
Gena Rowlands e John Hurt. ''
''Skeleton Key'' racconta la storia di una giovane donna che viene
assunta da un'anziana signora per accudire il marito colpito da un
ictus. Caroline (questo il suo nome) sogna di fare l'infermiera e
accetta l'incarico nonostante questo la conduca fino in mezzo alle
paludi della Louisiana del Sud. E' qui che si trova la vecchia villa
di Violet e Ben Devereaux (Gena Rowlands e John Hurt), i suoi nuovi
datori di lavoro, una vecchia costruzione che sembra nascondere molti
misteri. Quando la ragazza scopre una stanza segreta nella quale sono
ancora conservati resti di sangue, capelli e altri accessori necessari
a officiare un rito di magia nera, realizza che dietro la malattia di
Ben c'è qualcosa di strano e comincia a sospettare della moglie.
''Non credo ci sia un nesso sociale tra la rinnovata passione per il
genere horror e le paure legate all'attuale situazione internazionale
- spiega l'attrice - in fondo negli ultimi tempi abbiamo assistito
anche a un ritorno dei film epici e delle commedie romantiche. Credo
che il cinema possa costituire un momento di evasione, ma non credo
che la gente per questo si disinteressi di ciò che accade''.
Kate Hudson ha poi parlato del suo rapporto sul set con Gena Rowlands:
''In genere non mi rifaccio a nessun mito per la mia recitazione -
dice - ma ci sono delle performance che mi colpiscono e in parte mi
ispirano, tra queste ci sono i ruoli che Gena Rowlands ha ricoperto
nei film di Cassavetes''. Quanto ad Hurt, ''vedendolo recitare
soltanto con lo sguardo ho capito quanto è vero l'insegnamento di mio
padre Kurt Russell che non si possono dire le bugie perché si leggono
negli occhi''.
L'ultima volta che è venuta in Italia è stato in occasione della
Mostra del Cinema di Venezia per presentare ''Le divorce'' di James Ivory. Con il prossimo film
tornerà alla commedia dal titolo ''You, Me and Dupree''.
Finita la conferenza per tutti in regalo il box per tenere lontano
tutti i nemici con la polvere magica.....qualche giornalista lascia
l'albergo per andare a scrivere molti altri si rimettno in fila per
farsi leggere i tarocchi
cinemotore@yahoo.it
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