Foto Pietro Coccia
La fantastica Dozzina i talenti di oggi e di domani del cinema italiano
Luca Argentero
Speciale cinemotore
Come è nata la voglia di diventare attore e quando hai capito che sarebbe stato realmente il tuo futuro lavoro?
E' stata una cosa in divenire, dove pian piano sono aumentate le responsabilità e di conseguenza anche l'impegno.
Mi domando quotidianamente se quello che sto facendo è giusto, ma , senza pudore, oggi posso affermare che sono un attore, che questo è il mio lavoro!
Sono cambiati i tuoi "gusti" cinematografico rispetto a qualche anno fa?
Sì! Perché crescendo professionalmente fai attenzione a più cose, ti interessano più cose, come la fotografia in particolare.
Il mestiere di attore è fatto di estenuanti attese. Cosa fai tra un film ed un altro?
Nell'attesa leggo una quantità smisurata di libri. Adesso sto leggendo Kafka sulla spiaggia di Murakami Aruki.
Il regista con cui vorresti lavorare?
Essendo in un momento di formazione, mi piacerebbe cimentarmi in opere prime, alla ricerca di confronto e di affinità elettive.
Quale è il film che tieni conservato gelosamente a casa che magari hai visto più volte?
Ne ho più di mille a casa e da vero collezionista conservo tutti quelli degli anni Settanta e quelli di Mia Azaki.
Quale è stata l’ultima volta che sei uscito dalla sala cinematografica pienamente soddisfatto?
Mille volte, sono di gusti "buoni", per me vedere un film è tempo speso bene.
Sono cambiati i tuoi gusti cinematografici rispetto a qualche anno fa?
No, per niente. Mi ritengo uno spettatore onnivoro.
Intervista di Mariangela Lombardo
cinemotore@gmail.com
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