Foto by Pietro Coccia
La fantastica Dozzina i talenti di oggi e di domani del cinema italiano
Valentina Lodovini
Speciale cinemotore
Com'è nata la voglia di diventare attrice e quando hai capito che sarebbe stato realmente il tuo futuro lavoro ?
La verità è che per me recitare è ancora un mistero. Ne ho sentito e ne sento il bisogno. È una necessità, un appetito. È il mio mestiere ma è anche la mia natura.
Quando è stata l'ultima volta che sei uscita dalla sala cinematografica pienamente soddisfatta?
Di recente per fortuna! Il cinema è soprattutto immagine e quando un’immagine ti accompagna anche fuori dalla sala cinematografica, il film ha fatto centro. Io mi porto ancora addosso l’immagine di Daniel Day Lewis in “There will bw blood”, seduto a terra di spalle in una pozza di sangue - “I’m finished”.
Sono cambiati i tuoi "gusti" cinematografico rispetto a qualche anno fa?
No, non sono cambiati. Ho sempre amato il cinema a tutto tondo. Prima di essere attrice, sono una spettatrice famelica. Mi piacciono le storie, tengono compagnia, ti fanno sognare e ti aiutano a conoscerti meglio. Ho sempre scelto accuratamente i film da vedere, senza nessuna forma di pregiudizio ma scegliendo i titoli che stimolano la mia curiosità
Il mestiere dell'attore è fatto di estenuanti attese, cosa fai tra un film e l'altro?
Continuo a fare l’attrice! Il mestiere dell’attore non è solo il set. È un mestiere che si fonda sulla ricerca: ricerca di un personaggio quando stai lavorando su un copione; ricerca di stimoli quando si resta fermi. Le letture, ad esempio, per alcuni sono una passione ma per un attore sono parte integrante del lavoro
Quale film tieni conservato gelosamente a casa che magari hai visto più volte ?
“Scegliete la vita. Scegliete un lavoro. Scegliete una carriera. Scegliete una famiglia. Scegliete un cazzo di televisore gigante. Scegliete lavatrici, automobili, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la poliza vita. Scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta. Scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo. Scegliete il fai-da-te e di chiedervi chi cazzo siete la domenica mattina. Scegliete di sedervi su un divano, a spappolarvi il cervello, e di distruggervi lo spirito davanti ad un telequiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. E alla fine scegliete di marcire. Di tirare le cuoia in un ospizio schifoso, ridotti ad un motivo d’imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro. Scegliete la vita.” - è il monologo iniziale di “Trainspotting” lo so a memoria.
si ringrazia Alessandra Lateana
cinemotore@gmail.com
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